XXXVIII^ Challenge Stellina
23 AGOSTO 2026
La gara
Nell’anno in cui si celebra l’80° anniversario della proclamazione della Repubblica e del riconoscimento del diritto di voto alle donne, la corsa in montagna italiana storicamente più legata a temi storici e istituzionali torna ad ospitare il Campionato Italiano della disciplina più “verde” tra quante rientrino sotto l’egida della Federazione Italiana di Atletica Leggera.
Succederà nei Comuni di Susa e Mompantero il prossimo 23 agosto 2026, quando il “Challenge Stellina” vedrà realizzarsi la sua 38^ edizione, sotto la consueta regia tecnica dell’Atletica Susa Adriano Aschieris.
“Dal 1989 la storia della corsa in montagna mondiale sui sentieri partigiani della Valle di Susa”. Il refrain che nel corso degli anni ha spesso fatto sintesi del significato della corsa sposava l’intento di trasporre in poche parole quel filo rosso che, all’ombra del Rocciamelone, lega pagine di storia romana – la partenza della gara sotto l’Arco di Augusto a farne da testimone – ai fatti salienti che hanno contraddistinto gli esiti finali della Seconda Guerra Mondiale in Valle di Susa. Tra Resistenza e Liberazione.
Si corre nel ricordo delle gesta dei partigiani di Giulio Bolaffi, il “mitico” Comandante Laghi, sulle pieghe della memoria della battaglia delle Grange Sevine del 26 agosto 1944, dando continuità ad un progetto nato sul finire degli anni ’80 del secolo scorso.
A lanciarlo erano stati soprattutto Alberto Bolaffi, figlio del Comandante Laghi, il campione olimpico Livio Berruti, suo grande amico e ancora oggi presidente del Comitato organizzatore, Adriano Aschieris, presidente dell’Atletica Susa e gli allora sindaci di Susa e Mompantero, Renato Montabone e Franco Favro.
Le prime edizioni si corsero a staffetta, poi la “Stellina” divenne gara individuale, ricercando sin da subito risvolti internazionali, con l’obbiettivo di far correre su sentieri che erano stati teatro di scontri in armi, giovani provenienti da quelle stesse Nazioni che si erano ritrovate una contro l’altra in guerra.
Prima manifestazione di corsa in montagna ad ottenere l’inserimento nel calendario internazionale della World Athletics – correva l’anno 1992 -, prima corsa in montagna ad essere trasmessa sui canali di Rai Sport – anche in quel caso erano i primi anni ’90 – , il Challenge Stellina, pur alternando edizioni più fortunate ad alcune altre più complicate sotto il profilo del supporto economico, nel tempo è divenuto appuntamento fisso del calendario internazionale dell’atletica leggera, passando alla storia anche per quelle edizioni in cui i vincitori ricevevano in premio il celebre francobollo chiamato “Gronchi Rosa”.
Il 23 agosto 2026 si celebrerà la 38° edizione della gara: nuovamente sul percorso classico, quello che preserva il transito presso le baite oggi diroccate delle Grange Sevine, quello su cui hanno costruito parte importante del loro mito campioni come il neozelandese Jonathan Wyatt e il trentino Antonio Molinari, gli uomini che da soli hanno scritto buona parte dell’albo d’oro maschile della manifestazione.
Sarà il ritorno della “Stellina” classica dopo due anni particolarmente complessi: lo stop del 2024, la ripartenza dell’edizione 2025, tutta dedicata al settore giovanile. Ora il ritorno, quello vero, con l’assegnazione dei titoli italiani nella versione “Uphill”, così come già successo nel 2010 e poi anche nell’edizione 2020, disputata in piena era Covid.
La “Stellina” è la gara dell’austriaca Gudrun Plueger e della francese Isabelle Guillot, della polacca Isabela Zatorska, delle azzurre Antonella Confortola e Flavia Gaviglio. E’ il teatro delle prime vittorie africane nella corsa in montagna, è la gara di Martin più ancora che di Bernard Dematteis, è la corsa del doppio trionfo di Alex Baldaccini, è la salita che ha consacrato il talento di Cesare Maestri e Gaia Colli, qui vincitori nell’ultima volta che alla “Stellina” si assegnarono i titoli tricolori, e poi ancora quello del valdostano Henri Aymonod e dell’austriaca sei volte iridata Andrea Mayr, detentrice del record della gara insieme al neozelandese Wyatt.
E’, forse di più ancora, una di quelle gare che chi corre sui sentieri, una volta almeno nella vita, deve aver corso per davvero. Perché lo si scrive con umiltà e convinzione: la Stellina, in fondo…è la Stellina!







